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Sabato 6 e Domenica 7 Ottobre, ad Ascoli Piceno,
nello storico Palazzo dei Capitani, nel corso della riunione semestrale
del GET (Gruppo Europeo Tuber), l'organismo trans-nazionale che associa
le tre grandi federazioni italiana, francese e spagnola del tartufo, Domenico
Bigioni, reatino, è stato eletto nuovo Presidente, subentrando,
a conclusione dei tre anni di guida francese, a J. C. Savignac.
Il GET è nato in Francia nel 1998, in
occasione dello storico convegno internazionale sul tartufo e la tartuficoltura
di Aix en Provence . Si tratta di un'associazione europea promossa con
l'intento di sostenere la valorizzazione delle produzioni tartuficole
di qualità (spontanee e coltivate), la difesa degli ambienti naturali,
l'innovazione scientifica e tecnologica nella tartuficoltura, l'omogeneizzazione
delle normative fiscali e commerciali nazionali.
Il GET (di cui fanno parte la Federazione Nazionale italiana delle Associazioni
dei Tartufai e dei Tartuficoltori, la Federazione Francese dei Tartuficoltori
e la Federazione spagnola tartufai tartuficoltori) è il più
qualificato e significativo interlocutore dei governi nazionali e degli
organismi comunitari, orienta e sostiene la ricerca scientifica, realizza
studi e ricerche di settore, promuove la formazione degli operatori, diffonde
la tartuficoltura innovativa, vigila sul mercato, rappresenta gli interessi
professionali degli operatori e difende i consumatori dalle frodi.
Ogni sei mesi il GET, con le sue tre delegazioni, di cui fanno parte cinque
rappresentanti per ogni nazione, si riunisce in seduta plenaria in uno
dei Paesi membri per verificare ed aggiornare i suoi programmi di attività.
Domenico
Bigioni, il grande vecchio del tartufo italiano, il primo italiano dunque
a guidare il GET, è nato a Leonessa (in provincia di Rieti) dove
ora è tornato a vivere dopo un'avvincente nomadismo per tutte le
regioni tartuficole d'Europa.
Già dirigente d'azienda, Domenico Bigioni, folgorato da una grande
passione per il tartufo e per i cani da tartufo, ha dedicato buona parte
della sua vita al prezioso tubero ed ai suoi protagonisti. Ha collaborato
con enti di ricerca e di diffusione della cultura del tartufo; ha fondato
prima le Associazioni regionali di Liguria e Lazio dei tartufai e poi,
con altri operatori, la Federazione Nazionale delle Associazioni dei Tartufai
e dei Tartuficoltori di cui è tuttora Presidente; ha contribuito,
tra l'altro, alla nascita dello stesso GET. Dirige inoltre la rivista
Tuber e prosegue nella sua instancabile opera di unificazione dell'Italia
del tartufo; dopo aver accompagnato, infatti, molte delle più significative
iniziative associative e promozionali nelle aree storiche del tartufo,
ossia nelle regioni Centro-settentrionali, sta dedicando da qualche tempo
anche molte energie alle realtà tartuficole emergenti dell'Italia
meridionale, le Puglie, la Basilicata, la Calabria, la Campania, la Sicilia.
All'atto del suo insediamento Domenico Bigioni,
nel ringraziare per la fiducia unanimemente accordatagli, ha dichiarato:
La Presidenza del GET mi onora particolarmente e gratifica unitamente
allo sforzo corale che le associazioni italiane, insieme a quelle francesi
e spagnole, vanno facendo per qualificare sempre meglio la produzione
tartuficola europea e per preservarla da insidie di ogni tipo, dalle frodi
alla farraginosità di alcune leggi. Continueremo a lavorare nel
solco tracciato dal Presidente Savignac e confermeremo assolutamente la
collegialità dell'organismo. Intensificheremo i rapporti con i
Governi nazionali e con la Commissione Europea grazie a quanto è
stato già fatto in questi anni.
Sarà necessario continuare il nostro lavoro proprio nel mentre
il Vecchio Continente, unico produttore di tartufi di qualità fino
a qualche anno fa, deve fare oggi i conti con importazioni spesso non
controllate e soprattutto con i programmi di sviluppo della tartuficoltura
in aree come gli Stati Uniti e l'Australia.
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