Legislazione e normative

L'impostazione europea
nei tre paesi produttori Francia, Spagna e Italia su due problemi scottanti
Dei tre paesi produttori di tartufi, Francia, Italia e Spagna, soltanto l'ltalia ha una legge specifica in materia di tartufi, I'ultima la n° 752 si è però rivelata carente in molte sue parti come per la raccolta, i relativi calendari e alcune infrazioni gravissime sanate con minime ammende sempre considerate trasgressioni amministrative e mai penali come dovrebbe essere per lo sconvolgimento del suolo e i danni irreversibili procurati ai sistemi arborei tartufigeni.
Queste carenze potranno essere colmate con opportuni adeguamenti della legge, ma ciò che è
inderogabile è la soluzione del problema fiscale che dovrebbe regolare la compravendita dei tartufi secondo disegni e progetti di legge presentati da più gruppi parlamentari alle specifiche commissioni di Camera e Senato.
La soluzione di questo problema è alla base di quanto c'è da fare per fare uscire dal limbo del mistero il prodotto tartufo, per finalmente ottenere delle valutazioni quantitative e qualitative, provincia per provincia e addivenire ad un riconoscimento di marchi di qualità e origini controllate.

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Le normative riguardano in modo particolare il commercio, la lavorazione e la conservazione del tartufo.In questo settore l'ltalia è l'unica ad avere una normativa e la Francia ne sta elaborando una dal 1996.
Purtroppo sono molti i problemi scabrosi da risolvere come il tartufo Indicum, che proprio in questi giorni ha suscitato un caso in Italia, da ciò si deduce la necessità di analizzare il problema a livello comunitario onde fare chiarezza in merito.
Il proliferare di prodotti derivati dal tartufo, come oli, formaggi, paste alimentari, insaccati ecc. dà luogo ad una serie di prodotti di dubbia qualità e di nessuna necessità, perché il tartufo va consumato per quello che è ossia un prodotto aromatico naturale ed unico.
Purtroppo una direttiva comunitaria permette la produzione di detti derivati aromatizzati con un prodotto che può essere dichiarato in etichetta come "similnaturale".
Con questi prodotti di cui non si conosce la composizione si aromatizzano tutti i prodotti accennati, si profuma il tartufo cinese, si fanno gli oli al petrolio, si aromatizzano tartufi scavati immaturi causando un grosso danno all'immagine del tartufo e all'ambiente tartufigeno, provocando l'estinzione ad esempio del tartufo pregiato detto di Norcia.
Da quanto esposto si deduce che è inderogabile rivedere le vecchie normative e promulgare nuove e severissime leggi se si vuole salvare un prodotto di gran pregio, squisitamente italiano.

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