Geografia e vie del tartufo

La viabilità, le comunicazioni e i trasporti stabiliscono l'esito commerciale del tartufo.
Per viabilità si intende rete stradale che permette ai cavatori, ai raccoglitori, ai commercianti e ai trasformatori di trasferire il più velocemente possibile il tartufo e altri funghi o prodotti naturali di qualità, deperibili, dalla produzione ai mercati esteri e nazionali. La geografia descrive le zone di produzione e la loro mappatura, utile per un censimento e la viabilità più o meno idonea per trasferire il prodotto che, come ripetiamo, determina lo spostamento sui mercati e perciò il valore commerciale.
Contiamo che l'interesse di tutte le regioni ad una mappatura e ad un censimento
delle zone produttive, come hanno già fatto Toscana, Veneto, ecc., possa estendersi ed avere un quadro geografico del tartufo italiano.
Molte strade italiane potrebbero essere chiamate "via del tartufo", alcune lo sono in maniera specifica, come l'Autosole e l'Adriatica dove i tartufi dal Sud vanno al Nord. Quella per Fiumicino per il mondo, come per gli aeroporti di Torino e Milano.
La dorsale appenninica Rieti-Benevento, quando sarà completata con la Rieti-Terni e la Salaria per Porto d'Ascoli: nascerà il più importante crocevia del tartufo mondiale con il collegamento Civitavecchia-Ascoli e con la

già realizzata galleria "Forca Canapine", Norcia, Ascoli che a breve si completerà attraverso la galleria di "Forca di Cerro", collegandosi attraverso la Valnerina con la Flaminia, a nord di Spoleto, altra capitale del diamante nero.

La superstrada Isernia-Vasto-
Pescara, altra via del tartufo che attende il completamento della gemella trasversale della Valle del Sangro, dall'Adriatica a Roccaraso, alla Roma-Napoli-
Salerno-Reggio Calabria, quest'ultima altra via futura del tartufo che confermerà l'esistenza di uno stivale chiamato Italia pieno di tartufi.