Lana, grimaldello della tartuficoltura

 


Vogliamo introdurre il tema della "pacciamatura"che significa coprire le tartufaie con un materiale che serva da mediatore tra il suolo e l'ambiente, con la funzione di regolare l'umidità, la temperatura ed effettuare il diserbaggio, nonché avere la capacità di cedere sostanze di catalisi e fertilizzazione.
Da ricerche applicate si è addivenuti alla conclusione che il pacciamante più idoneo alla tartuficoltura, sia in fase di produzione delle piantine, appena messe a dimora che delle tartufaie in produzione, è il "feltro di lana".
Feltro con caratteristiche speciali, ossia a bassa densità di feltratura, che dopo la funzione di pacciamante si disgrega nel suolo apportando prodotti solforati ed altri elementi utili alla produzione del tartufo, con la grande caratteristica perciò, quella di dissolversi nel terreno, di non inquinare.
Purtroppo l'uso di materiali impropri nella pacciamatura ha causato molti danni alle tartufaie di melanosporum facendole virare alla produzione di brumale, muschiato, ecc, ossia verso tartufi inferiori, perciò verso un fallimento commerciale!
Il peggio è stato fatto con il cosiddetto "pajage" ossia l'uso di balle di paglia sulle tartufaie, che hanno provocato asfissia del suolo con conseguente riduzione chimica, provocata dall'idrogeno in assenza di ossigeno, portando il terreno a valori di Ph acidi incompatibili con la produzione di melanosporum.