bianco e nero

breve guida
alla conoscenza del tartufo

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Un fungo che ha deciso di nascere e vivere sottoterra: questa sua vita il Tartufo la condivide con le radici degli alberi che ha scelto come compagni d'avventura; e sono le querce, i pioppi, i salici, i tigli, le nocciole, i cistus e altre piante classificate ectomicorriziche.
Esse prestano le radici al tartufo per formarsi e crescere.
Quando i piccoli tuberi sono tanti e il terreno é molto povero (il tartufo si riproduce in terreni poveri) intervengono le radici di altre piante classificate endomicorriziche che sono le rose, gli ulivi , le viti le quali fanno da nutrici ai piccoli tartufi, tenendoli a balia e facendoli crescere sino alla maturazione.

E' necessario precisare che micorriza deriva da micos=fungo e riza =radice.

Il tartufo si forma sulle radici delle piante simbionti come una grossa ragnatela costituita dal micelio, che in effetti é il fungo-tartufo, mentre quello che si mangia é il frutto del tartufo.

La simbiosi é un rapporto di mutuo scambio: la pianta dà al tartufo gli zuccheri che il fungo non può produrre per mancanza di propria clorofilla e il tartufo dà alla pianta sali minerali dissociati altrimenti non assimilabili dalla pianta. Come si vede il tartufo non è un parassita o una malattia della pianta, ma uno stretto e interessato collaboratore.


Il tartufo non ha soltanto compagni vegetali ma anche tanti esseri viventi: enzimi, insetti e mammiferi.

Gli enzimi preparano l'umus necessario al tartufo, il millepiedi, la lumaca, le larve di alcune mosche, topi, istrici volpi, lupi, gli orsi in Russia, mangiano e digeriscono il tartufo provocando la germinazione e disseminazione delle spore per la riproduzione.

Fra tutti gli animali che trasportano o agiscono sul frutto tanto profumato mangiandolo e digerendolo, la formica ha la capacità di trasferire il micelio di alcuni funghi che poi coltiva nel formicaio.

Chissà che la formica come ha già fatto la lumaca non ci aiuti a fare tartuficoltura?

E' dall'antichità che il tartufo è conosciuto e classificato, per quanto nell'ambito ristretto dei buongustai.

Nel Sud della Francia il taglio dei boschi, permesso a tutti in virtù dei mutamenti sociali introdotti con la Rivoluzione, produsse in gran quantità le radure, ambiente ideale per la crescita dei tartufi.

Da quel periodo il tartufo ha contribuito all'economia francese alla pari del Cognac.
Ai primi del Novecento la produzione era dieci volte quella attuale.


Il tartufo nel tempo
raccontato da
Ada Spadoni Urbani.


Tubernet che ha l'opportunità di far correre le notizie sulla rete che avvolge tutto il mondo non perderà la grande occasione di far conoscere il TARTUFO a tutti in tutte le latitudini e in tutte le sue espressioni.

Lo sapevate che il tartufo si sta coltivando con successo in Australia (Tasmania) e Nuova Zelanda?

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